La scrittura breve è stata snobbata per troppo tempo. Io amo leggere racconti e questa #Top5BooksList è dedicata ai libri di racconti scritti da donne. Scegliendone solo 5, so di lasciar fuori autrici del calibro di Alice Munro, Margaret Atwood o Joyce Carol Oates, ma questa è la mia personalissima Top5: le raccolte che secondo me non possono mancare in una libreria.

#1 Natalia Ginzburg (1916-1991) – Un’assenza – Einaudi – 384 pagine

Natalia Ginzburg è la scrittrice italiana che più amo. Ho letto tutto ciò che ha scritto, e regalo sempre uno dei suoi libri. Ho scoperto tardi Lessico familiare, il romanzo che l’ha resa celebre, e da allora non posso fare a meno di rileggere un brano di Piccole virtù ogni volta che posso (è uno dei libri stabili sul mio comodino).

Un’assenza è un’antologia pubblicata un anno fa da Einaudi che riunisce per la prima volta tutti i racconti brevi insieme a Memorie e cronache.

Grazie a questa antologia, il lettore può conoscere il percorso della Ginzburg nella scrittura: tutti i racconti rispettano l’ordine cronologico. Sono storie di vita vissuta e storie di finzione: tutti luoghi in cui ogni donna si specchia e s’interroga, come afferma Domenico Scarpa nella postfazione. Io voglio condividere qui uno stralcio di Memoria che la Ginzburg scrisse in ricordo di suo marito Leone, ucciso dalla Gestapo nelle carceri di Roma nel 1944:

Sollevasti il lenzuolo per guardare il suo viso, ti chinasti a baciarlo con un gesto consueto. Ma era l’ultima volta. Era il viso consueto, solo un poco più stanco. E il vestito era quello di sempre. E le scarpe erano quelle di sempre. E le mani erano quelle che spezzavano il pane e versavano il vino. Oggi ancora nel tempo che passa sollevi il lenzuolo a guardare il suo viso per l’ultima volta. Se cammini per strada nessuno ti è accanto. Se hai paura nessuno ti prende la mano. E non è tua la strada, non è tua la città.

 

#2 Virginia Woolf (1882 – 1941) – Oggetti solidi – Racconti edizioni – 470 pagine

Tra il 1906 e il 1941 Virginia Woolf scrisse molti racconti, tutti raccolti un questa magnifica edizione di Racconti edizioni, finalmente pubblicata un anno fa.

Virginia Woolf ha toccato i confini della narrativa in queste brevi storie, sviluppando un nuovo linguaggio sensoriale, di sentimenti e di pensieri, che sciamano attorno a un nuovo oggetto.

Sfidando ogni tipo di categorizzazione, le sue storie vanno dallo stile narrativo più tradizionale di Oggetti Solidi attraverso il fragile impressionismo di Kew Gardens, passando per l’esplorazione della coscienza in Il Segno sul Muro, dal quale è tratto questo stralcio:

Questo sembra esprimere la rapidità della vita, il perpetuo sciupare e riparare; tutto così casuale, tutto alla ventura… Ma dopo la vita? Tirar giù lentamente grossi steli verdi fino a che il calice del fiore, capovolgendosi, ci inonda di luce rossa e purpurea.

 

#3 Lorrie Moore (1957) – Ballando in America – Bompiani – 395 pagine

I protagonisti dei 12 racconti di questa raccolta vivono le loro storie in luoghi moto diversi gli uni dagli altri: Iowa,, Irlanda, Maryland, persino Italia. Tutti sono afflitti da qualcosa, che si tratti di un lutto dal quale pare impossibile riprendersi, o da frustrazioni irrisolvibili o infine da problemi di comunicazione.

Fluente e mordace, seppur colloquiale, la scrittura di Lorrie Moore si muove in territori  molto ampi: un tumore cresce nel corpo di un bambino, le donne si sentono derubate dall’infelicità domestica, e le battute sarcastiche sono usate con sorprendente originalità. Non importa quanto sia caotica la loro vita, l’impatto emozionale della loro desolazione interiore si esprime in paradossi.

Le intuizioni di Moore sulle origini della condotta umana, sfociano nella rara capacità di catturare il momento di massima fragilità dell’essere umano.

Abby cominciò a pensare che tutta la bellezza, la bruttezza e il tumulto della natura, si potevano trovare riuniti anche nelle persone, raccolti in un unico corpo. Qualunque cosa la terra potesse produrre, fossero orrori, delizie, venti o mari, un uomo poteva fare altrettanto, perché viveva in mezzo a quegli elementi e li portava dentro di sé in un turbine caotico.

 

#4 Edith Pearlman (1936) – Intima apparenza – Bompiani – pagine 283

Questa raccolta di racconti mi è stata suggerita da Chiara Beretta Mazzotta, che ne parla anche sul suo blog Bookblister.

La Pearlman è stato paragonato a John Updike e Alice Munro, ma io non ho trovato molte analogie. Credo che Edith Pearlman sia più di una creatrice di storie che sembrano favole, confessionali laici in cui sono presenti archetipi mitici (quasi tutti i protagonisti dispongono di un guaritore).

C’è attenzione per oggetti e scenografie quasi magici, qualcosa folklore della vita ebraica, molti parallelismi fiabeschi (in Castello 4 un ospedale diviene ambientazione fantasmagorica).

Ciò che più ho apprezzato è la capacità della Pearlman di coinvolgere personaggi che ascoltano gli altri rendendo labile il confine tra prossimità e distanza. Inoltre c’è una forte attenzione ai luoghi in cui le vicende si svolgono, agli abiti che i protagonisti indossano.

Per me, una breve storia è una conversazione tra scrittore e lettore. Dato che solo lo scrittore può parlare, deve fare attenzione a rispettare il lettore, per evitare di dirgli cosa pensare.

 

#5 Lucia Berlin – La donna che scriveva racconti – Bollati Boringhieri -464 pagine

Di questo libro ho parlato in maniera più approfondita qui. Non conoscevo Lucia Berlin, la sua storia al margine di una società che non ha saputo riconoscerne il talento se non dopo la morte.

Lucia Berlin racconta i luoghi attraverso gli individui che popolano le sue storie. Ritrae una realtà borderline di cui fa parte: alcolizzata, povera, che ha fatto ogni tipo di lavoro e che ha avuto 3 mariti e 4 figli.

La Berlin descrive il quotidiano di una lavanderia a gettoni di una desolata El Paso, o le conversazioni tra donne delle pulizie su autobus affollati durante l’orario di punta.

Amo le case, le cose che mi raccontano, e questo  è uno dei motivi per cui non mi dispiace fare la donna delle pulizie. È proprio come leggere un libro.

 

749 Visite totali, 3 visite odierne