Non si vive di soli classici e grandi romanzi. Ci sono dei momenti in cui anche una lettrice onnivora e seriale come me ha bisogno di leggerezza. Per fortuna non esistono solo gli Harmony e Danielle Steel… Ci sono romanzi leggeri, divertenti e appassionanti che non appartengono alla “grande letteratura” ma in grado di accompagnare piacevolmente le nostre giornate.

Ecco a voi la mia #Top5BooksList dedicata a letture leggere per donne.

#1 Stefania Bertola (1952) – La soavissima discordia dell’amore – Salani – 286 pagine

Ho scoperto Stefania Bertola durante un viaggio in Messico insieme alla mia amica Alessandra. Avevamo un libro a testa in valigia – ancora non esisteva il Kindle – e mentre io portavo Cuccette per signore, di Anita Nair lei leggeva La soavissima discordia dell’amore. Ovviamente a metà vacanza, entrambe a corto di letture, abbiamo fatto un Reading challenge e al rientro ho comprato tutto quello che la Bertola ha pubblicato.

Cito questo suo romanzo e non gli altri perché è il primo che ho letto, ma potreste leggerne uno a caso e non restarne deluse. Il bello dei libri di Stefania Bertola, torinese e poco social – non ha account Facebook con il proprio nome – è che le sue protagoniste siamo noi tutte.

Spesso nella vita delle donne avviene questo fatto interessante, e cioè che appena una comincia a stare meglio dopo un periodaccio, a una sua amica succede qualcosa per cui è lei a stare peggio, e il circolo delle consolazioni non si interrompe, bensì cambia senso, da orario ad antiorario o viceversa.

Le donne che affollano le pagine dei romanzi di Stefania Bertola sono indipendenti e non hanno paura di niente. Con un bagaglio carico di ironia e cinismo, affrontano le relazioni con uomini che hanno tutti i requisiti per essere i perfetti futuri ex fidanzati. A natale, regalatevi un po’ di leggerezza e scoprite la scrittura di Stefania Bertola. Anche le amiche che dichiarano di non voler avere nulla a che fare con la lettura, non resisteranno alle storie tutte al femminile che fanno esclamare almeno una volta: cavolo, è capitato anche a me!

 

#2 Angela Vallvey (1959) – Le bambole sono tutte carnivore – Guanda – 384 pagine

Altro grande amore: Angela Vallvey, della quale ho letto anche Lezioni di felicità.

Le bambole sono tutte carnivore è un libro terapeutico. Sonia La Roja, psicanalista trentenne e singola, tiene il diario delle sedute con i suoi strampalati pazienti. Oltre a questa intrusione nelle vite altrui, l’autrice ci mostra le lettere che la dottoressa riceve e alle quali risponde. Sensibile, intelligente, acuta e divertentissima Angela Vallvey che con questo romanzo riesce a realizzare un prontuario sentimentale di auto aiuto per ogni esigenza.

Attraverso la divertentissima terapeuta protagonista e alle peripezie dei suoi pazienti, Angela Vallvey fornisce una mappa comica di noi stessi, trattando temi diversi: il sesso, le relazioni, il corteggiamento, le infedeltà. Una scrittura ironica, intelligente e piena di humour.

Ecco l’incipit:

Mi chiamo Sonia La Roja Naranjo e, come dice il mio nome, ho i capelli rossi. […] Lo confesso, ho qualche chilo di troppo. Non dirò quanti, solo che sono miei e che arredano la mia umanità in modo pratico ed economico, proprio come i poster dell’Ikea riempiono le pareti delle case di tanti ramarri della classe media – tra i quali ho l’onore di annoverarmi anche io – convinti di avere buon gusto. Ho 30 anni e rotti, come qualsiasi donna moderna (in realtà siamo tutte più o meno tra i 15 e i 75)

 

 

#3 Catherine Dunne (1954) – Se stasera siamo qui –  Guanda – 432 pagine

 

Le riunioni tra amiche per festeggiare l’amicizia sono i miei party preferiti. Questo è il caso delle quattro protagoniste di questo romanzo di Catherine Donne, Se stasera siamo qui, che vede una Reunion per il primo quarto di secolo di amicizia. L’autrice sceglie di far parlare le quattro donne dando quindi quattro punti di vista differenti sulle vicende e sui segreti che vengono svelati in una sera. La Dunne sa scrivere, argomentare, narrare, soprattutto sa usare e dosare bene il flashback: la lettrice non perde mai l’orientamento.

Amiche dai tempi dell’università nella Dublino degli anni ’70, Georgie, Claire, Maggie e Nora, festeggiano 25 anni di frequentazione. L’incontro si rivelerà un auting per ciascuna di esse. Le protagoniste scardinano le loro esistenze e il legame che unisce l’una all’altra. Tra confessioni, tradimenti, amori, complicità, le amiche superano sentimenti contrastanti, condividono chiacchiere, pettegolezzi e, un pizzico di snobismo, tuttavia, non scalfendo la saldezza della loro amicizia, nonostante tutto.

Ho idea che questa sera verranno rivelati molti segreti. So che Maggie ha qualcosa per la testa e Georgie è stata particolarmente evasiva l’ultima volta che ci siamo viste tutte insieme. Quanto a Claire, con tutto il suo talento e la sua bellezza, a volte mi fa pena. Credo che sarebbe stata felice di diventare madre. Mi sbaglierò, ma ho il sospetto che sia per questo motivo che ha avuto tanti uomini.

 

#4 Lucia Etxebarria (1966) – Noi che non siamo come le altre – Tea – 380 pagine

Lucia Etxebarria è una cinquantenne spagnola che adoro. Ha pubblicato romanzi, saggi, poesie – non ancora tradotte in italiano – ed è autrice di sceneggiature di film, alcuni tratti dai suoi romanzi più famosi.

Come per Stefania Bertola, anche in questo caso ho avuto l’imbarazzo della scelta: La scrittrice valenziania dal cognome impronunciabile, vive a Madrid, città che fa da scenario a tutti i suoi romanzi. In Noi che non siamo come le altre le protagoniste sono donne alle prese con amori, amanti, lavoro. Donne comuni, quelle che ci piace trovare nei libri, persone nelle cui storie possiamo immedesimarci sapendo che la realtà può essere molto più interessante della fantasia.

Una scrittura tagliente, femminile e femminista allo sfinimento di chi non si preoccupa di turbare il lettore smaliziato con descrizioni sessuali esplicite. Le protagoniste sono tutte trentenni, è vero, ma le storie in cui ci coinvolgono le abbiamo vissute tutte, noi che non siamo come le altre.

Disteso su di lei, esploratore, conquistatore, iniziò un periplo, per tutta la sua geografia. Percorse strade, esaurì i sentieri, misurò una gola tra le montagne. Scoprì varchi segreti e avanzò strisciando in tutte le gallerie. E alla fine si rifugiò in una valle ospitale, e lì guardò fiumi e assaggiò l’acqua di ogni fonte.

 

 

 

#5 Caterina Bonvicini (1974)- Tutte le donne di – Garzanti – 208 pagine

Questo di Caterina Bonvicini è uno dei romanzi scelti per Italian Book Challenge 2016. Si legge in una domenica pomeriggio e racconta Tutte le donne di Vittorio. La madre, l’ex moglie, la sorella, la moglie le figlie e l’amante. Durante la vigilia di Natale, tutte le donne di Vittorio sono sedute a tavola e lo stanno aspettando per cena. Lui non arriva e, attraverso le diverse voci delle commensali, scopriamo le relazioni che ciascuna di esse intrattiene con l’enigmatico protagonista.

Vittorio scompare nel nulla senza lasciare traccia. Trascorrono i mesi e l’unico indizio è una lettera:

Forse ho avuto troppe mogli, troppe madri, troppe figlie. Tutte le donne della mia vita sono state troppe cose. Sempre oltre le loro competenze: la madre che tende ad essere moglie, in conflitto con la moglie che tende ad essere madre.

Senza Vittorio le sue donne sono tutte sole per colpa o merito di Vittorio, di esistere solo in quanto donne di…

Un anno sabbatico in una Milano che accoglie tutti con i suoi modi bruschi. Un uomo che libera le sue donne dalle aspettative e scopre tardivamente se stesso.

Un romanzo che fa riflettere sulle relazioni e che, attraverso un punto di vista quasi esclusivamente femminile, indiana anche nella psiche maschile.

 

 

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