“SuperZelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald” di Tiziana Lo Porto e Daniele Marotta

Questo libro è per tutte le bambine ribelli. Per chi crede che l’amore è eterno finché dura. Per chi vuole conoscere una donna eccezionale. Per chi sa che dietro un grande uomo, c’è sempre una grande donna.

Zelda Sayre, meglio nota come Zelda Fitzgerald, nacque pochi giorni dopo che il primo dirigibile progettato dal tedesco Ferdinand von Zeppelin si alzava in volo. Era il 24 luglio del 1900.

La sua è la storia di una vita festosa e tragica. Come eroina di un romanzo, per 48 anni, ha vissuto alla sfrenata ricerca della felicità. La sua esistenza è un manifesto del disincanto ed espressione della tragedia esistenziale.

SuperZerlda -La vita disegnata di Zelda Fitzgerald, pubblicato da Minimum Fax nel 2011, è la prima graphic novel nata dalla collaborazione dei talentuosi autori di recensioni a fumetti Tiziana Lo Porto e Daniele Marotta.

Questo è il ritratto a fumetti della coppia più folle, audace e romantica degli Anni Ruggenti.

Quando si incontrarono, a Montgomery, in Alabama, Francis Scott Fitzgerald non era uno scrittore famoso, ma un giovane sconosciuto che non immaginava quanto sarebbe diventato ricco e famoso grazie alla sua penna. Zelda Sayre aveva diciotto anni e molti flirt al suo attivo. Figlia del giudice della Corte Suprema della città, viveva da bambina viziata una gioventù dorata nel sud degli Stati Uniti.

Era la più giovane della famiglia, ma quella con il carattere più forte, e mostrava più interesse nei confronti dei suoi spasimanti che dei suoi studi. Zelda era una ragazza giovane, attraente, lo sapeva e giocava con questa consapevolezza.

Il tenente Francis Scott Fitzgerald aveva 22 anni e l’impegno di combattere con le truppe americane,e giunto in Alabama per ricevere un’adeguata formazione militare. Francis Scott non ebbe il tempo di combattere: l’armistizio venne firmato  l’11 novembre 1918.

Zelda non era alla ricerca di un marito come tutte le ragazze della sua età. Di umili origini, Scott non aveva soldi, ma il denaro era per Zelda la condizione sine qua non per un matrimonio di successo. Non ebbe problemi ad informare Scott che lei non lo avrebbe sposato fino a quando non lui non fosse diventato ricco.

Il fidanzamento avvenne 6 giorni prima della pubblicazione del primo romanzo di Francis Scott Di qua dal paradiso, nel marzo del 1920. In questa opera prima, Zelda è presente nelle donne che abbandonano il protagonista, tutte belle ed emancipate, come Rosalind e Isabelle.

Zelda diviene immediatamente oggetto delle sue finzioni, così come lo sarà la loro vita insieme a partire dal loro matrimonio, il 3 aprile del 1920. Scott e Zelda sono anime affini e credono l’uno nella necessità di avere l’altra al proprio fianco, come in un vicendevole ricambio di energie necessario alla sopravvivenza. Insieme scandalizzavano ed esaltavano. Lei era la sua musa, ma anche la sua croce.

Zelda era additata come eccentrica e, con il tempo, verrà chiamata pazza. Sognava di essere una ballerina, ma mostrava interesse per ogni forma d’arte: la moda, la letteratura, la musica. Con Scott condivideva il desiderio di diventare una scrittrice, mentre lui utilizzava il diario di lei per creare le sue eroine più celebri.

Zelda era interessata a tutto: la moda, la danza e la letteratura. Ha scritto racconti e un romanzo. L’unico pubblicato dalla signora Fitzgerald racconta la sua folle passione per il marito e si intitola Lasciami l’ultimo valzer (1932). Nel frattempo Scott scriveva sulla stessa storia in Tenera è la notte (1934) .

Il romanzo di Zelda è diventato cult. La sua vita simboleggiava gli Anni Ruggenti che hanno caratterizzato gli Stati Uniti nei primi due decenni del 900, e il suo matrimonio tumultuoso continua ad affascinare.

Soldi, feste, ubriacature, hotel di lusso e viaggi. Durante una delle tante trasferte in Francia, i Fitzgerald conobbero rappresentanti illustri del panorama culturale che caratterizzava i Roaring Twenties. Tra questi c’era anche Cole Porter, autore di uno dei brani più belli interpretato da grandissimi cantanti fno ai giorni nostri: Night and day (1934).

Io suggerisco l’ascolto di questa interpretazione di Billie Holiday, la Lady di Harlem, prima donna nera a cantare tra i bianchi. Ho scelto questa canzone perché, rispetto alle altre composte del jazzista di origini peruviane, sembra a se stante: non appartiene a nessuno dei filoni che hanno ispirato l’uomo e il musicista. 

Night and day, you are the one
Only you beneath the moon, under the sun
Whether near to me or far
It’s no matter darlin’, where you are

I think of you night and day
Night and day, why’s it so
That this longing for you, follows wherever I go
In the roaring traffic’s boom

In the silence of my lonely room
I think of you night and day
Night and day, under the hide of me
There’s an ooh, such a hungry yearning, burning inside of me

And this torment won’t be through
Till you let me spend my life making love to you
Day and Night
Night and Day

Il testo sembra raccontare la forma di interdipendenza tra Scott e Zelda,il bisogno costante di essere insieme sempre, a condividere la vita ed ogni sua sfumatura.

Se fosse un componimento classico, Zelda quale sarebbe?  Un balletto. Io ho pensato a Petruška (1911) di Igor Stravinskij. Un balletto perché Zelda amava la danza, ma anche perché questo balletto, insieme a L’uccello di fuoco, presenta un linguaggio musicale del tutto nuovo per il genere, che vede sì l’influenza di Tchaikowskij, ma se ne distacca aprendo le porte a nuovi modi di concepire la musica destinata alla danza.

Petruška è una marionetta scatenata che sfinisce anche l’orchestra. Un personaggio spavaldo, chiassoso e variopinto. Ecco cosa ne scrisse Stravinskij:

Petruska! L’eterno infelice eroe di tutte le fiere, di tutti i paesi! Era questo che volevo, avevo trovato il mio titolo.

La musica è antiromantica e moderna, ben lontana dalle suggestioni favolistiche dell’Uccello di fuoco. Petruska è Zelda in musica.

A me non resta che augurarvi: buona lettura e buon ascolto!

 

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Sono una lettrice incallita. Amo la musica di ogni genere. Blogger da sempre, speaker radiofonica, qui unisco le mie più grandi passioni. Perché ogni libro ha una colonna sonora: basta saperla trovare.

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