Contrariamente al titolo, questo è un libro che va letto piano piano. Non perché nelle sue righe ci sia chissà quale significato filosofico della vita o di qualsiasi altra cosa; o perché riveli verità profonde e nascoste. Va letto con lentezza perché è un libro molto bello e vale la pena gustarselo poco a poco.

È la storia, forse in parte autobiografica, di Louise e, in secondo piano, dei suoi amici conosciuti durante l’università a LioneSoon, il filippino che racconta i suoi sogni e che, probabilmente, sarà destinato a una vita infelice;  Francine di Marsiglia, apparentemente un’anti-conformista;  Henri lionese, orfano di genitori, ottimo pianista Jazz, e Johann, studente tedesco. Louise nasce in un paese delle Alpi francesi, che descriverà con grande affezione più volte nel libro, si trasferirà a Lione per motivi di studio e poi andrà a vivere in Germania.

Principalmente è la storia delle generazioni del secondo dopoguerra, apparentemente estranee alle vicissitudini del conflitto ma di cui inevitabilmente prima o poi ne accuseranno le conseguenze.

Non riassumerò il libro perché sarebbe un vero peccato rovinare la lettura di queste belle 170 pagine. Lo stile è asciutto, non è Louise che parla in prima persona ma piuttosto come se fosse un spettatore esterno: infatti è tutto scritto in seconda persona singolare.

Hai la sensazione di non esserci, lì, in quel momento, hai la sensazione di imitare qualcuno.

È lei che si osserva dal di fuori, che si vede diventare adulta negli anni successivi alla guerra. Asciutto ma mai freddo o distaccato: non è Annie Ernaux per intenderci. Capitoli brevi in cui si descrive il passaggio dalla gioventù inconsapevole alla maturità responsabile. Tre elementi culturali contribuiscono alla crescita interiore di Louise :

  • il cinema: Notte e nebbia di Resnais;
  • la letteratura, Hiroshima, mon amour di Marguerite Duras;
  • la musica jazz, Miles Davis con Taste of Honey, e  Fly me to the Moon;
  • ma soprattutto è la Storia che farà di lei una persona adulta. La Storia (con la esse maiuscola) che all’inizio Louise vuole mettere da parte, ma con cui dovrà poi fare i conti.

La vostra vita è un lago poco profondo, l’acqua è trasparente, qui e lì sono già visibili i sassi e le alghe.

L’incipit mi aveva erroneamente fatto pensare a un libro femminista:

Come ragazzina degli anni Cinquanta sei consapevole dei tuoi complessi di inferiorità e preferiresti essere maschio.

Mi sbagliavo. È un libro che parla di responsabilità; il tema principale a mio avviso è quanto le colpe dei genitori ricadano sui figli. E se è giusto che ciò accada.

Prima di Veloce la vita ho letto Casa senza custode di Heinrich Böll: qui l’analisi è sulla società tedesca post bellica che cerca/vuole dimenticare i fatti “scomodi” della guerra.

Nel libro della Schenk si ha invece la contrapposizione dei caratteri dei giovani nati durante o subito dopo la fine del conflitto: alcuni vivono all’oscuro, non si pongono domande, temono le risposte. Altri, proprio perché la guerra li ha privati degli affetti e di una vita “normale”, non vogliono dimenticare. Due facce della stessa medaglia, due realtà distinte che probabilmente ben rappresentano le generazioni europee postbelliche.

Quindi, come dicevo all’inizio, non è un libro con argomenti nuovi, con soluzioni diverse, con segreti svelati. L’argomento è stato trattato da molti scrittori anche in modo più eclatante (vedi il citato Heinrich Böll); qui è la storia (questa volta con la esse minuscola) a catturare l’attenzione del lettore, è l’autenticità dei personaggi e la lucidità della narratrice ad avermi colpita.

Aspetti nella luce tremolante. Il sole d’agosto ti traccia delle rughe agli angoli della bocca.

La Schenk scrive in tedesco dal 1992. Questo libro, pubblicato nel 2016 in Germania, è stato scelto dai librai come uno dei 5 migliori libri dell’anno.

Bellissima anche la copertina in cui mi immagino Louise che guarda le sue montagne.

Gli accompagnamenti musicali sono quelli che Louise conoscerà attraverso il giovane ma talentuoso pianista Henri e che ho già sopra citato. Mi soffermo sul brano Taste of Honey perché è anche uno dei brani preferiti da mio padre, che quindi ho sovente ascoltato sin da bambina e che con grande piacere ho ritrovato

E poi il mio adorato Ol’ Bleu Eyes con la spensieratezza del suo Fly me to the moon

Sei scalza e mezza nuda in un campo che emana gli odori della terra calda e del ritmo selvatico, non lontano da te un piccolo serpente spaventato striscia nell’erba, vedi … sistemare l’abito nuziale nel bagagliaio e resti ferma per qualche istante nell’ultimo raggio di sole. Leggera, giovane, tu.

Ho cercato di spiegarvi perché mi è così piaciuto questo libro facendo ben attenzione a non svelare troppo, chissà se vi ho convinto a leggerlo?

Vostra aff.ma bbp

Ps grazie ai soliti amici di Palermo che mi hanno fortemente consigliato questo libro

#velocelavita #kellereditore #sylvieshenck

 

 

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