Ombre – Racconti ispirati ai dipinti di Edward Hopper –  AA. VV. – Einaudi Stile Libero Big – 2017

 

Da sempre mi piacciono i quadri di Edward Hopper. Per questo, quando a maggio ho visto questo libro, ho capito che non poteva sfuggirmi.

È rimasto lì ad aspettarmi pazientemente. Lo prendevo in mano e lo riponevo. I racconti mi piacciono, ma credo debba esserci il momento giusto per leggere questo genere. O hai appena terminato un romanzo super, di quelli che ti lasciano in lutto per due o tre giorni prima di poter ricominciare a leggere, oppure hai qualcosa di importante tra le mani, vuoi centellinarlo e allora ci infili dentro un’antologia di racconti.

Questo volume è particolarmente bello già di per sé: 13 riproduzioni dei forse più noti quadri di Hopper precedono altrettanti racconti. Ognuno dei 13 scrittori, più o meno noti almeno per me, ha scelto un quadro e ha creato la propria storia.

Tra il quadro e il racconto c’è anche una brevissima ma interessante presentazione dell’autore. Per esempio scopriamo che Jill D. Block, autrice, avvocatessa nonché figlia del curatore dell’antologia, “Ricorda di aver seguito un corso di Storia dell’Arte al college durante il quale potrebbe aver visto la diapositiva di un quadro di Hopper nel breve intervallo di tempo intercorso tra il momento in cui sono state spente le luci e quello in cui si è addormentata”.

In realtà ci sarebbe un 14° dipinto posto all’inizio del libro, Mattina a Cape Cod  (Cape Cod Morning, 1950), forse uno dei miei preferiti e che ho avuto l’occasione di vedere due anni fa a Bologna.

Nella prefazione Lawrence Block, il curatore, ci spiega che uno scrittore – famoso – scelse proprio questo quadro, poi per un imprevisto non riuscì a consegnare il racconto. Ma ormai la casa editrice aveva acquisito i diritti e quindi si è deciso di mantenerlo: un “regalo” a noi lettori, e darci così l’opportunità di scrivere ognuno il proprio racconto.

Fatta eccezione per due racconti che proprio non mi sono piaciuti, gli altri sono piacevoli, ma assegno volentieri una stellina in più a:

L’incidente del 10 novembre (Hotel by a Railroad, 1952)

Finestre di notte (Night windows, 1928)

Autunno, tavola calda (Automat, 1927)

Le storie, a parte una che si svolge in Francia, sono tutte ambientate in America, soprattutto nella  East Coast, come i quadri di Hopper. Il periodo storico talvolta non è precisato, comunque molto XX secolo. Alcuni sono racconti noir. Altri lasciano sensazioni di sconfitta, inquietudine, solitudine, assenza. Insomma i quadri ben si specchiano in questi racconti e viceversa.

Un bel progetto: un libro elegante e gradevole da avere in scaffale. Puro collezionismo, come direbbe una mia amica.

Prima di salutarvi, ecco quattro curiosità:

Curiosità 1. Alla fine del libro sono elencati i quadri con il titolo originale, la data, le dimensioni e la loro collocazione nei vari musei del mondo: anche questo rivela una particolare attenzione nel curare l’antologia.

Curiosità 2. Il titolo originale è leggermente diverso da quello tradotto: In Sunlight or in Shadow . Meglio a mio avviso di quello italiano in quanto nei quadri di Hopper c’è sempre una fonte luminosa che, e questa è una interpretazione personalissima del pittore, è messa apposta per celare la realtà o verità, che sta appunto nell’ombra.

Edward Hopper (disegno di J. Santlofer

Curiosità 3. Uno degli scrittori, Jonathan Santlofer è anche pittore e grande ammiratore di Hopper, di cui ha anche prodotto un celebre ritratto.

Curiosità 4. Cercando la copertina originale  ho notato che i nomi degli scrittori in copertina erano ben 17, contro i 13 racconti italiani. Allora ho approfondito: mancano effettivamente 4 autori tra cui Gail Levin, che è la più nota e stimata biografa del pittore (Edward Hopper. Biografia Intima. Biografie, Johan & Levi editore). Potrebbe essere l’occasione di arricchire la mia collezione di libri in lingua originale ? Temo proprio di si …

 

 

 

E la musica? A rischio di apparire banale, come colonna sonora leggendo, ho pensato soprattutto a brani Jazz, ve ne propongo qualcuno:

Louis ArmstrongSomeday You’ll Be Sorry

Glenn MillerMoonlight Serenade

Cole PorterNight and Day

Billy HolidaySummertime

Charlie ParkerAll the things you are

Insomma, un libro che descrive attraverso i quadri di un grande Pittore e le parole di scrittori di generi letterari diversi, l’America e il sogno americano troppo sovente infranto.

Cosa volere di più? Entrare in un quadro di Hopper? Detto fatto, here I am.

BBP

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