L’ultima partita a carte di Mario Rigoni Stern – L’Arcipelago Einaudi – 2002

Ero un piccolo uomo che tra milioni di altri uomini stava combattendo lontanissimo da casa in una guerra così orribile che mai le stelle videro nel loro esistere. Sentivo solo la grande responsabilità verso i miei compagni che il fato mi aveva portato a guidare; sentivo che il mio corpo era forte, che in Italia ero amato e aspettato. <<Sergentmagiù ghe rivarem a baita?>> Dovevo tenerli uniti e fare il possibile per riportarli a casa.

 


L’ultima partita a carte
è quella che Mario Rigoni Stern (d’ora in avanti MRS) gioca a Torino la sera del 25 luglio 1942, con lo zio Toni, operaio Fiat; quest’ultimo, con grande saggezza e lungimiranza prevede infatti la sconfitta dell’Italia nella II guerra mondiale. Il giorno successivo Mario, ancora “imbevuto di fantasie romantiche” e che sognava il Caucaso come “montagne nuove da scoprire e scalare”, partirà per la Russia e lo zio lo saluterà dicendogli “Ragazzo, tu parti perché sei un soldato. Ti auguro solo di ritornare”.

Sono arrivata a MRS grazie a Elisabetta Bucciarelli: saputo che mi era piaciuto molto un libro di Paolo Cognetti, Le otto montagne, Elisabetta mi aveva consigliato Il ragazzo selvatico e, per quello che io chiamo libri-matrioska, leggendolo mi ero resa conto che seppur conoscessi per fama MRS, non lo avevo mai letto.

Poi è stato proprio LUI a cercarmi : come ogni tanto mi accade, è stato lui, il libro, a cercarmi e trovarmi, questa volta da una bancarella di libri al mercato.

Questo piccolo grande libro è un diario/resoconto degli anni della II Guerra Mondiale in cui MRS arruolatosi come alpino, parteciperà alle campagne di Grecia, Albania e Russia e sarà detenuto come prigioniero di guerra nel campo di concentramento tedesco Hohenstein per oltre 20 mesi.
Un centinaio di pagine dove ci parla di lui, della sua famiglia, dei suoi compagni, alternando alla sua vita privata (“Non mi aspettavo tanto, lei venne ad aprire in camicia da notte e spontaneamente ci baciammo. Aveva il tepore del letto, odore di bucato. Era una mattina luminosa d’estate e il ricordo di quel bacio, di quel mattino, mi fu di grandissimo aiuto nei giorni dove in tanti morivano”), un veloce ma preciso resoconto dei fatti storici che tutti più o meno conosciamo, nonché  alcune interessanti testimonianze (“Un giorno di non molti anni fa, un generale russo che aveva combattuto l’invasione nazista mi disse sorridendo: Hitler e i suoi marescialli non avevano letto Guerra e pace e nemmeno l’Eugenio Onegin e della Russia e del suo popolo non avevano capito niente.”)

Ne emerge anche un’analisi delle non-tattiche di guerra dei generali italiani, del pressapochismo che caratterizzò la guerra alla Grecia, dell’insensatezza della guerra, del fanatismo di Hitler e del Duce. Il tutto con una scrittura notevole: d’altronde proprio nella campagna in Grecia lo scrittore, 20enne, toglierà dallo zaino la maschera antigas per potersi portare sui monti albanesi la Divina Commedia… e questo ci dice tutto.

Nel leggere il suo libro (e sul comodino già mi attende Il sergente di neve e Stagioni) e alcuni dati biografici, mi è parso capire che fosse una persona unica e particolare, forte nel fisico e nello spirito con una grande sensibilità. Mi rammarico di non averlo conosciuto prima perché per davvero gli avrei volentieri telefonato (come farebbe Caulfield Holden)  anche solo per sentire la sua voce.

A questo proposito eccovi un’intervista a MRS del 1999.

Pensavo ad un accompagnamento musicale, ovviamente i cori alpini sarebbero perfetti ma anche questo Fratello sole, Sorella luna è abbastanza in linea con lo stile dell’autore.

Infine: a chi potrebbe piacere questo libro? Non credo solo agli amanti della Storia, non solo ai nostalgici, ma anche a chi, come me, quegli anni li ha solo letti o sentiti raccontare e soprattutto alle nuovissime generazioni: in un unico testo troverebbero delle importanti date storiche accompagnate dai pensieri di un giovanissimo: Mario Rigoni Stern infatti non aveva ancora 18 anni quando entrò nel Corpo degli Alpini.

Quella sera la mia vita voltava pagina. Stetti sveglio per molte ore. Ero diventato alpino, avevo diciassette anni e un mese.

Buon Compleanno Mario* !

*Mario Rigoni Stern nasce il 1°novembre 1921 ad Asiago e muore nel 2008 nella stessa casa (costruita da lui) in cui ha vissuto dalla fine della guerra.

BBP

 

 

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