Che vuole facesse un uomo come il Manzoni? Stava al tavolino a scrivere. (Emilio Cecchi, critico letterario 1884 – 1966)

Giulia Beccaria

Premesso che non amo particolarmente i libri storici e che non credo aver mai letto I promessi Sposi per intero, questo libro della Ginzburg è Notevole, sì con la enne maiuscola.

A novembre si parlava di Caro Michele, libro che di tanto in tanto rileggo, e un’amica mi consiglia questa Famiglia Manzoni e io, a scatola chiusa, me lo procuro senza neanche pensare che fosse proprio “quel” Manzoni. Una saga famigliare, un cognome noto ma anche comune in Lombardia….questo per me. E invece.

“Giulia Beccaria aveva i capelli rossi e gli occhi verdi”

La famiglia Manzoni

Siamo nel 1762 e da qui, dalla nascita della madre di “quel” Manzoni, parte un bellissimo romanzo. Che poi forse non è proprio un romanzo tout court, ma neanche una biografia romanzata, ma neanche un romanzo epistolare. Una delle richieste non negoziabili che la Ginzburg fece in fase di pubblicazione era che “testo e lettere siano stampati in un corpo solo, e non le lettere in un corpo minore, come si fa comunemente” e questa è sicuramente una scelta studiata per sottolineare la particolarità di questo libro: e cioè un genere letterario a sé stante.
La Ginzburg alterna lettere, o stralci di lettere,  dei vari componenti della numerosa famiglia di Alessandro Manzoni e di alcuni loro amici, al suo testo. Cioè riempie gli intervalli tra queste corrispondenze con le vicissitudini famigliari, alcuni cenni storici, aneddoti della vita del ‘700 e poi dell’800. Insomma un lavoro considerevole il cui risultato è a mio avviso grandioso.

L’edizione che ho letto (Natalia Ginzburg La Famiglia Manzoni – Nuova edizione a cura di Salvatore Silvano Nigro, ET Scrittori) è completissima poi di immagini, di una prefazione assolutamente da non saltare e di un interessante archivio che prevede tre interviste all’autrice e alcune recensioni risalenti alla prima pubblicazione (1983) e una, splendida, del 1992.

Mi sono ritrovata tra le mani un racconto veramente eccezionale, scorrevole, che va letto senza fretta. Personalità particolari quelle dei protagonisti principali: quella Giulia Beccaria con cui inizia il libro, la seconda moglie del Manzoni – Teresa Borri, e il Manzoni stesso.
E poi tutti i figli e poi Massimo d’Azeglio e altri personaggi dell’Italia ancora non unita di quegli anni. Aneddoti quali la necessità di avere il passaporto per andare da Milano a Lesa in provincia di Novara, o i sei giorni impiegati per tornare da Firenze alla casa di Via del Morone, le malattie curate con i salassi o semplicemente con i bagni di mare…

Alessandro al centro con la famiglia del figlio Pietro

Leggetelo, tutto però (prefazione, interviste, recensioni) non solo il romanzo vero e proprio. Vi assicuro che non è assolutamente una lettura pesante come potrebbe sembrare. Ci sono talmente entrata dentro che stanotte ho sognato di essere NELLA famiglia del celebre scrittore, e non aggiungo altro.

Ne approfitto per augurarvi Buon Natale!

Vostra bbp

PS Nessuna musica compare nel libro, mi pare; leggendolo però “sentivo” nella mente la VII di Beethoven, non chiedetemi il perché. Potete ascoltarla qui.

 

 

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