Jan Brokken

Non avrei mai pensato che un libro che narra di esploratori mi sarebbe piaciuto così tanto. In realtà non poteva che essere così per due MOTIVI : il primo in quanto Jan Brokken  è uno scrittore che mi ha sempre conquistata, in secondo luogo qui si parla di Venezuela  ed è dove io sono nata. Il libro è appena uscito in Italia ma in realtà è del 1999.

Narra la storia più o meno romanzata, ricordo che Jan Brokken parte da un’analisi reale e poi ci aggiunge un po’ di immaginazione e fantasia basandosi però su ricerche concrete, dell’olandese Rudolf (Rudy) Truffino, che tra l’altro ha lontane origini italiane:  un suo avo, rinomato orafo di Como, venne invitato a vivere in Olanda e servire Re Guglielmo I all’inizio dell’800; questi era rimasto conquistato sia dalle grandi capacità di Giuseppe Truffino che dalla bellezza della moglie Maria .

Tornando alla nostra epoca Rudy, dopo una prima non felice esperienza in Africa, decide di accettare un lavoro come aiuto veterinario nella Repubblica Domenicana al servizio  del dittatore Trujillo. Siamo agli inizi degli anni ’50, e Truffino, di famiglia benestante (suo padre è un banchiere) si sente “stretto” nella sua piatta Olanda. Poco dopo, in seguito al colpo di stato, è costretto a scappare da Santo Domingo rivolgendosi a una delle poche persone che conosce: l’Ambasciatore venezuelano che lo manderà appunto a La Guaira. Il Venezuela all’inizio degli anni ’50 da paese prevalentemente agricolo conosce un improvviso sviluppo dovuto ai giacimenti di petrolio.

E proprio qui ha inizio la vera vita di Rudy: venditore di biscotti per strada, poi un incarico all’Hotel Tamanaco di Caracas, base internazionale della città (ho avuto la fortuna di soggiornarvi diverse volte), l’incontro con il pilota americano Charlie Baughan e una forte curiosità per la natura lo porteranno, dopo non poche avventure e disavventure, a stabilirsi nella Gran Sabana. Imparerà a volare prendendo lezioni proprio da Baughan con cui progetta di creare un campo base trasformando una zona selvaggia abitata solo dagli Pemon, una razza particolare di Indios, in una meta scientifica/turistica importante. Intuisce immediatamente la valenza attrattiva  dei territori scoperti e decide di avviare un’importante attività che lo vede accompagnatore di spedizioni dapprima puramente scientifiche e poi anche turistiche; alla nascita del Parque Nacional de Canaima (diventato poi anche Patrimonio dell’Unesco, tanto per farvi capire la maestosità del luogo)  assumerà il ruolo di Direttore del Parco; si sposerà, avrà tre figlie etc etc.

Ad un certo punto però si renderà conto che il turismo estremo significa anche un pericolo per la natura e cercherà di contenerlo; ma gli stessi Indios non capiranno questo suo passo indietro. E saranno anni complicati.

Jan Brokken sente parlare di Jungle Rudy a Curacao e ne rimane affascinato, inoltre Truffino è olandese come lui e quindi decide di incontrarlo. Ma arrivato a Canaima, base di partenza per le visite nella zona, troverà Josef Gregori, figlio di un italiano e di madre india, che gli farà da apriporta nella giungla raccontandogli la vera storia di Rudy Truffino. Saranno alcuni di questi aneddoti che convinceranno Jan Brokken a scrivere dell’originale personaggio.

“Quando scesi dall’aereo a Canaima, lui non era lì ad aspettarmi. O almeno, da nessuna parte vidi un uomo riconoscibile al volo dalle orecchie: il lobo destro gli era stato strappato da un serpente a sonagli una volta che, stremato dal caldo di mezzogiorno, si era assopito nell’amaca, mentre la parte superiore del sinistro era intaccata dalla leishmaniosi, una malattia trasmessa da un parassita della pulce della sabbia, diffusa nella foresta pluviale quanto il mal di mare sulle navi”

Rudy è originale in molte cose: per esempio per bilanciare la solitudine e il silenzio della foresta, ascolta Mozart, in particolare il Don Giovanni, e Ella Fitzgerald. Parlando con il fratello Han di denaro dirà che è necessario “guadagnarlo, in qualunque modo, ma senza parlarne più di tanto.”

In realtà l’argomento preferito di Truffino era la vita nella giungla, e non lo dice Brokken bensì sempre il fratello Han,: ”Ciò che voi intendete per giungla non è affatto giungla. La vera giungla è l’indifferenza” e ancora parlando del paradiso dice: ”La parola viene dall’antico persiano, pairi-daeza, e indica un parco recintato o un giardino circondato da siepi……si fa riferimento a luoghi in cui regnano la quiete e la pace. Lo si ritrova nel Giardino dell’Eden, un giardino tra due fiumi, il Tigri e l’Eufrate, oppure (e sorride) l’Orinoco e il Rio delle Amazzoni…….credetemi, è per pigrizia che la maggior parte delle persone non trova il paradiso, per paura, per meschinità, svogliatezza o perché si accontenta subito di ciò che ottiene.”

Fratello: in realtà Rudy ha due fratelli e due sorelle ma Brokken riuscirà ad intervistare solo il maggiore, Han. Rudolf ha avuto fino all’inizio della II guerra mondiale un’infanzia forse non troppo felice (i genitori erano separati) ma certamente agiata; poi con lo scoppio della guerra e i bombardamenti (peraltro fuoco amico degli inglesi) sulla loro casa, le cose cambiano, e ha inizio l’insofferenza per il proprio paese.

Grandi capacità esplorative dunque, enormi risorse di adattamento a situazioni di emergenza, ancor più grande spirito di sopravvivenza in momenti di gravi pericoli, lui, spirito inquiete e ribelle troverà pace nella giungla.  I suoi collaboratori, a partire dal Josef su citato, gli resteranno fedeli o comunque serberanno di lui un ricordo affettuoso. Tutto questo si controbilancia però con una forte incapacità di stringere legami familiari, a partire dalla madre che ha sempre detestato. Questa difficoltà forse ha origine in una educazione molto rigida : i cinque fratelli potevano desinare con i genitori una sola volta alla settimana, uno per volta e sempre in silenzio.

Conoscerà nel lungo periodo di permanenza a Ucaima  personaggi illustri come Neil Armostrong, il Principe Carlo, Werner Herzog… e anche meno famosi, per esempio una famiglia di Mormoni statunitensi; Rudy si arrogherà il diritto di scegliere chi portare in escursione, rifiutando dei giapponesi che non avrebbero capito la lingua e che avrebbero passato il tempo a fotografare e basta.

E’ un libro molto bello, interessante, sia da un punto di vista storico che esplorativo, non solo della Natura  ma anche e soprattutto dell’Uomo. Non credo di esserne rimasta così affascinata solo perché si svolge nella mia Madre Patria (peraltro non ho mai visitato quelle zone e ora me ne pento amaramente) : è proprio la grande capacità e forza dell’autore di farti entrare nella storia che racconta.

Nei vari capitoli si alternano i due viaggi che effettua Jan Brokken a Ucaima e la vita di Rudy , dei suoi famigliari e dei suoi collaboratori iniziando appunto quando Rudy ha meno di 30 anni (è nato nel 1928) fino a metà degli anni ’90. A corredo dei fantastici racconti ci sono parecchie fotografie in b/n, alcune dall’archivio di Rudy o di sua moglie Gerti, altre dello stesso Brokken.

Alcune considerazioni sul popolo venezuelano credo non siano esatte, o meglio, penso siano in parte o del tutto superate con la difficile situazione economica e politica iniziata nel 1998  con il ventennio di “Chavismo”. Ma prima di questo periodo si poteva effettivamente dire che : “I venezuelani si divertono, sempre. Che il loro paese venga sconvolto da catastrofi naturali e rivolte, da colpi di stato e violenza, da inflazione e corruzione, sul loro umore non sortisce alcun effetto” . Questa affermazione è confermata dai ricordi dei miei genitori che hanno vissuto una decina di anni a Caracas tra il 1955 e il 1965.

Effettuando qualche ricerca ho scoperto che nel 2006 è stato prodotto in Olanda un documentario  che si intitola anche lui Jungle Rudy ma non ho capito, anche se è molto probabile,  se si sia ispirato al libro o meno; su FB poi ho trovato una delle tre figlie di Truffino (Lily nel libro) e un probabile nipote che si chiama appunto Rudolf: gestiscono il Campamento Ucaima,  una sorta di Resort che organizza soggiorni per visitare il territorio della Gran Sabana con, ovviamente, escursioni anche alla cascata Salto Angel (nella mia ignoranza, pensavo Angel come Angelo, in realtà è Jimmie Angel, esploratore americano che scoprì la Cascata più alta nel mondo negli anni ’30 (https://it.wikipedia.org/wiki/Jimmie_Angel).

Altra curiosità: Canaima è la base di quello che sarebbe poi diventato nel 1962, quindi quasi dieci anni dopo che Rudy vi si era stabilito, il Parco Nazionale    ma è anche una parola della lingua india dei Pemon: significa vendetta/male: “In seguito capì (Rudy) che la concezione del mondo dei pemon ruotava interamente intorno alla canaima….I pemon credono tuttavia di poter allontanare la canaima offrendo all’estraneo una ciotola di cachiri, servendogli carne tenera, saziandolo. E se per di più riescono ad accoglierlo nella loro cerchia, la canaima viene scongiurata del tutto. Un credo pragmatico, dunque, prudente e affabile allo stesso tempo; da un lato l’estraneo porta sventura, dall’altro questa si può prevenire con l’ospitalità.”

Musica: come ho detto prima Rudy era un amante del Don Giovanni – https://www.youtube.com/watch?v=JKdqj7bmMZA –  , di Mozart in generale (sua moglie nasce a Salisburgo e alla sua morte, Rudy ascolterà nella giungla il Requiem –  https://www.youtube.com/watch?v=Zi8vJ_lMxQI – per quasi un anno ininterrottamente) e anche di Ella Fitzgerald –   https://www.youtube.com/watch?v=OPapxr8GvGA – ;  ma nel libro è anche citato  Simon Diaz, cantante e compositore venezuelano, nato nello stesso anno di Jungle Rudy (1928) e morto nel 2014 (questo però l’ho scoperto io, nel libro non se ne parla) https://www.youtube.com/watch?v=4slLpbnoN5A , https://www.youtube.com/watch?v=4bRWvupRaLE

Insomma Rudy Truffino, come molti personaggi di Anime Baltiche*, il pianista Youri Egorov** o Fëdor Dostoevskij***, mi è entrato in fondo all’anima e terminata la lettura ho sentito un grande vuoto: conoscere attraverso la voce di Brokken uomini così speciali è una grande opportunità, anche se poi alla parola FINE del libro si percepisce un’assenza e ci si sente un po’ più perduti, un po’ più soli, un po’ più piccoli.

“Mi immaginai nei panni del vecchio Truffino, mentre mi trascinavo tra mobili che avevo costruito io stesso…..in cerca di parole in quella lingua che avevo imparato da piccolo eppure incapace di pronunciare una sola sillaba.”

Infine, lasciatemelo gridare, VIVA VENEZUELA!

 

Vuestra Querida bbp

Torino, settembre 2018

 

*Anime Baltiche – Iperborea 2014  **Nella casa del pianista – Iperborea 2011  ***Il giardino dei Cosacchi – Iperborea 2016

#junglerudy #janbrokken #iperborea

 

 

 

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