“La stanza dei lumini rossi” di Domenico Conoscenti

Questo libro è per chi ha voglia di una fantasticheria carica di mistero. Per chi apprezza le atmosfere gotiche. Per chi non teme il passaggio dalla luce alle tenebre. 

Quasi vent’anni dopo la sua pubblicazione, ho riscoperto un classico. Si tratta del romanzo di Domenico Conoscenti “La stanza dei lumini rossi”, riproposto in un’edizione rivista dall’autore e con un testo inedito in cui viene raccontata la genesi della storia.

Prima di raccontarvi la mia esperienza con il romanzo, voglio esortarvi a scoprire la casa editrice che ha riproposto il titolo. Si tratta de Il Palindromo, è palermitana, giovane, e pubblica in un delizioso formato tascabile dalle copertine realizzate appositamente da artisti siciliani e non. Probabilmente ricorderete il mio commento a Chissà come dicono minchia in Malesia, o avrete partecipato alla presentazione di Elvis e il Colonnello di Piergiorgio Di Cara o Soffro con un cane di Fulvio Viviano.

Il romanzo di Domenico Conoscenti è un libro del quale non posso non scrivere, e vi spiego perché.

Era un sabato mattina, ore 8:15 circa. Assittata in pizzo sul divano di casa, pronta per l’appuntamento delle 8:30, mi accingevo a leggere le ultime 10 pagine. Ecco, se un libro ti tiene incollato alla pagina, impedendoti di svolgere qualsivoglia altra attività, è o non è un libro che merita di essere letto?

Domenico Conoscenti, con questo libro, realizza una fantasticheria carica di mistero.

La storia è ambientata a Palermo, nel 1990, anno dei mondiali di calcio in Italia.  La città appare immediatamente come la conosciamo: le scuole sono appena chiuse per la pausa estiva, le strade deserte abitate solo dallo scirocco e dal silenzio. Così Palermo accoglie Saverio, il giovane protagonista e narratore che da Partanna, paese della provincia di Trapani,  giunge nella città in cui ha trovato un nuovo lavoro.

Chi vive a Palermo riuscirà a visualizzare senza fatica i luoghi in cui la storia si svolge. Ecco che percorriamo le strade che dalla stazione centrale arrivano in via Houel, con la speranza di riuscire ad individuare, tra i tanti, il palazzo dei primi del Novecento in cui buona parte delle vicende si svolge.

Conoscenti crea un’atmosfera gotica le cui suggestioni sono molteplici.

Saverio è il giovane barman di un noto hotel vicino piazza Croci. Di lui sappiamo che è orfano di madre e che ha una fidanzata in paese. A Palermo conosce durante il lavoro una milanese femme fatale. Sebbene il protagonista si destreggi abilmente tra le due donne, non sono queste le protagoniste femminili del romanzo.

La relazione centrale è quello con la signorina Ninfa, l’anziana padrona di casa, una vecchia tirchia megera che alterna diffidenza ad atti di inattesa gentilezza nei confronti del ragazzo. La sua è una presenza invisibile che spia, controlla, tocca l’esistenza del narratore suo malgrado. Conoscente la descrive così:

Accompagnate da un tintinnare sordo di chiavi, dopo poco apparvero sui gradini le scarpe di panno, le gambe fasciate di nero e via via la figura di una vecchia che scendeva le scale reggendosi nel corrimano. Mostrava circa settant’anni e indossava un grembiule logoro con le maniche lunghe, anche questo tutto nero, chiuso sul petto da una spilla da balia che reggeva un pendente ovale. I capelli grigi e giallognoli erano avvolti e fermati da una serie di forcine metalliche, in cima alla nuca.

Ecco che Saverio, combattuto tra la rabbia per la sua indiscrezione ed il compiacimento per le incombenze risparmiategli, come la pulizia del suo appartamento o un piatto di pasta di tanto in tanto, non si oppone all’essere oggetto di osservazione privilegiato della donna.

Il suo ingresso nell’appartamento della vecchia, rappresentato dal passaggio dalla luce alle tenebre e viceversa.

La casa soffocava sotto la polvere. I miei passi spazzavano il pavimento facendo apparire squarci di disegni a losanghe o a fiori, dentro cornici dai colori accesi. Ovunque aleggiava un tanfo di rinchiuso, di muffa e di vernici vecchie, tanto più acuto nei pochi istanti in cui apriva le imposte e irrompevano un alito di aria nuova e uno sprazzo di luce.

Come il susseguirsi dei 4 mesi in cui si svolgono le vicende, allo stesso modo, Saverio ci mostra la casa della donna, in un crescendo di suspense, fino ad arrivare alla x segnata sulla mappa del tesoro.

Domenico Conoscenti

Ciò che più ho apprezzato di questo romanzo è che Conoscenti riesce a far vedere i luoghi che descrive, a far respirare la polvere della città. Io ho sentito l’aria calda simile all’alito di un animale che si infiltra dalle persiane di legno divenendo soffocante. La casa è protagonista avvincente che non allenta mai la presa, e il lettore rimane in attesa di ciò che deve accadere.

La colonna sonora di questo romanzo è per metà italiana e per metà classica.

Quella italiana è una canzone di Francesco Guccini, Vedi cara, il cui incipit recita:

Vedi cara, è difficile spiegare,
è difficile parlare dei fantasmi di una mente.
Vedi cara, tutto quel che posso dire
è che cambio un po’ ogni giorno, è che sono differente.

Scritta nel 1970, in occasione della crisi tra Guccini e la sua fidanzata dell’epoca Roberta Baccillieri, che nel 1971 sarebbe divenuta la sua prima moglie. In quel periodo l’artista abbandonò per 6 mesi l’Italia e la sua futura sposa ed ebbe un’infatuazione per una sua allieva americana. Una storia che somiglia a quella di Saverio, che nella milanese conosciuta in hotel crede di aver trovato l’amore, dimenticando la fidanzata.

La musica classica invece è di Gyorgy Ligeti. Si tratta di Musica ricercata. Nel 1953 Ligeti compose un ciclo di brani per pianoforte dal titolo omonimo. Sono 11 pezzi di crescente complessità che si propongono di ricavare il massimo effetto col minore utilizzo di risorse musicali. Per esempio il N.1 usa solo la nota La in tutte le tessiture e situazioni ritmiche possibili. I pezzi successivi introducono progressivamente altre note. Il conclusivo N.11 è un’intricata polifonia e utilizza questa volta tutte le dodici note della scala cromatica. L’esito musicale è di grande concentrazione e profondità. Questa è la musica che ha accompagnato la mia lettura.

A voi he siete arrivati fin qui, non mi resta che augurare buona lettura e buon ascolto!

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Sono una lettrice incallita. Amo la musica di ogni genere. Blogger da sempre, speaker radiofonica, qui unisco le mie più grandi passioni. Perché ogni libro ha una colonna sonora: basta saperla trovare.

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