“Kramp” di Maria José Ferrada

Questo libro è per chi ama la letteratura per adulti scritta dal punto di vista dei bambini; per chi ha provato assenza e distanza; per chi desidera un libro che ricostruisce passato e memoria attraverso una scrittura intima e metaforica.

Quando arrivano le novità in libreria, mi piace leggere la quarta di copertina, le note biografiche dell’autore e le prime pagine. Per Kramp è andata proprio così, ma ho chiuso il libro solo dopo essere arrivata alla 123ma e ultima pagina.

Credo nei colpi di fulmine e questo lo è stato. Kramp, è il primo romanzo di  Maria José Ferrada, cilena classe 77, tradotto da Marta Rota Nunez per Edicola Ediciones. L’autrice racconta un mondo dimenticato, quello di un Cile già estinto, popolato da commessi viaggiatori, fotografi e fantasmi, e soprattutto di una figlia e di un padre e di come il lavoro li unisca e li separi. Un romanzo emozionante che porta il lettore ai ricordi più intimi della propria infanzia, grazie alla sensibilità con cui la Ferrada carica di nostalgia e gioia questo indimenticabile esordio letterario.

Quel che voglio dire è che ognuno cerca di spiegarsi il meccanismo delle cose con ciò che ha sottomano. Io, a sette anni, avevo allungato la mia e avevo trovato il catalogo dei prodotti Kramp.

L’autrice evoca la sua infanzia tra la fine degli anni ’70 e gli ’80, fino ad arrivare alla ripresa economica post dittatura dei primi anni ’90.Siamo circondati da commessi viaggiatori: venditori di plastica cinese, venditori di penne Parker, venditori di colonie inglesi e venditori dei prodotti per ferramenta Kramp.

La protagonista di sette anni, M, narra in prima persona un periodo lontano dagli eventi raccontati nel libro. descrivendo dalla maturità gli eventi che si sono svolti nella sua infanzia fornendo la propria percezione di quegli eventi nel momento in cui si sono verificati. Questa struttura narrativa rende il romanzo difficile da classificare. Sebbene destinato a un pubblico adulto,  è contaminato dal linguaggio infantile e la trama si sviluppa attraverso gli occhi di M come bambina.

Il libro è dedicato a D., a una lettera che è probabilmente l’iniziale del nome del padre della Ferrada. Tutti i nomi nel romanzo sono stati sostituiti da lettere.: D, M, E e S.

Il romanzo si apre e si chiude con un paesaggio lunare. Inizia con D, padre di M, che vede il primo uomo mettere piede sulla luna.

Nell’istante in cui vide Neil Armstrong muovere il primo passo sulla luna, D pensò che con determinazione e il completo giusto, tutto fosse possibile.

Il paesaggio lunare apre e chiude il romanzo e non mancano i riferimenti durante tutta la narrazione.  L’ultimo capitolo del romanzo termina invece con la luna calante, la stessa su cui Armstrong aveva messo piede anni prima; in gran parte del romanzo la madre è un’astronauta e tutti i personaggi sembrano appartenere a una costellazione.

In fondo questo romanzo racconta il viaggio di un padre con una figlia. Questo è già raro in quanto il viaggio è di solito fatto dai padri con i figli e dalle madri con le figlie. Forse solo per la praticità di condividere l’intimità in piccole stanze e imparare ad affrontare le stesse sfide e pericoli.

A sette anni ascoltai per la prima volta la storia dell’allunaggio e la sua morale: con le scarpe ben lustre e il completo giusto,tutto è possibile. Decisi che sarei stata l’aiutante di D.

Padre e figlia inaugurano una società che esclude una madre assente, un’apparente non protagonista. Se la storia si sviluppa indagando il rapporto di padre e figlia, la madre appare in pagine assai intense. Soffre di una sorta di malinconia acuta, che non le consente di entrare nel mondo parallelo costruito dai familiari. Assente, come se galleggiasse su un altro pianeta. Come la luna, la madre di M ha due facce, il lato oscuro è quello che finisce per mobilitare le azioni e le svolte drammatiche del romanzo.

Mia madre era una persona taciturna. Anche se, ora che ci penso, non era taciturna. era semplicemente triste, e la tristezza non le permetteva di prestare attenzione ai dettagli.

M costruisce una immaginaria cosmogonia in cui dio è il Grande Falegname e l’universo con le sue stelle e pianeti è costruito da pezzi di un grande negozio di ferramenta. In quel mondo per sopravvivere, M crea lunghe liste e classificazioni, ha un taccuino in cui tiene traccia di ciò che il padre le deve per i suoi servizi e conserva il testamento. M inizia a comprendere come funziona il mondo attraverso i prodotti Kramp, perché tutto si può capire guardando nei cassetti di una ferramenta.

I bambini non percepiscono il mondo come un assortimento casuale di impressioni caleidoscopiche; piuttosto, sono sensibili a determinati schemi o strutture nel mondo che li circonda  Nel caso di M, queste strutture sono sia fisiche che concettuali e il catalogo fornisce un pratico strumento metaforico per costruire una comprensione categoriale della sua esperienza.Nel romanzo di María José Ferrada esiste un mondo lirico, fatto di treni e vendita porta a porta di articoli di ferramenta della Kramp. Padre e figlia credono di essere pronti a conquistare il mondo insieme, conoscono le tecniche di vendita, e l’astuzia di M consentirà loro di fare ottimi affari tanto che inizierà ad accompagnare anche un collega del padre, rappresentante di profumi. La coppia è invincibile. M pretende di indossare scarpe lustre e una valigetta per contenere i cataloghi uguale a quella del padre, oltre che fumare la sigaretta della fortuna prima di entrare dai clienti.

A otto anni avevo scoperto che D non era un granché come padre, ma era un eccellente datore di lavoro.

Maria José Ferrada

A un certo punto della narrazione, le vicende dei commessi viaggiatori, subiscono un’interruzione e dovuta a E, un fotografo dilettante, responsabile di un cinema che D e M frequentano spesso. E, che sembra essere un personaggio secondario, sta indagando sul caso di persone scomparse in una città fantasma. L’ingresso per M nell’età adulta avverrà proprio in compagnia di D e E.

La madre, che fino ad allora era stata un’astronauta, reagisce salvando la figlia e allontanandola per molti anni dal padre: neanche il Grande Falegname è in grado di saldare ciò che è stato rotto. 

 Dopo 5 anni senza vedersi M e D,  cercano di tornare a lavorare insieme per la Kramp, cercano di tornare al romanzo, si potrebbe dire, ma è impossibile. D non lavora più come venditore, non lo confessa, ma M lo scopre. In quegli anni tutto è cambiato. Le grandi catene hanno distrutto questo tipo di commercio al dettaglio. La Ferrada imposta deliberatamente il romanzo durante gli anni calanti del dominio di Pinochet. Quindi, il romanzo non riguarda solo l’autoritarismo tra genitore e figlio, ma anche tra stato e cittadino.

Noi fummo personaggi secondari di una storia più grande.

Il dramma sancisce la separazione tra il prima e il dopo, l’infanzia e l’impatto nel mondo degli adulti. Le stesse scarpe che sembravano il lasciapassare per la vendita perfetta, oggi appaiono come un misero espediente per non distogliere l’attenzione dagli abiti consumati. La bambina che aveva imparato a indossare maschere per convincere gli incerti acquirenti, adesso aveva gambe e braccia troppo lunghe perché la sua recita non venisse smascherata.

La colonna sonora di questo romanzo è Mesečina (in croato significa chiaro di luna). Il testo è stato scritto dal regista e musicista Emir Kusturica, mentre la musica è di Goran Bregović ed è basata sulle note di Djeli Mara di Šaban Barajmović.

Nema više sunca
Non c’è più il sole
nema više meseca
non c’è più la luna
Nema tebe, nema mene
Non ci sei tu, non ci sono io
ničeg više, nema joj
non c’è più nessuno
Pokriva nas ratna tama
Ci copre il buio della guerra
pokriva nas tama joj
ci copre il buio
A ja se pitam moja draga
E io mi chiedo mia cara
Šta će biti sa nama?
Cosa ne sarà di noi?

Mesečina, mesečina,
Chiaro di luna, chiaro di luna,
joj, joj, joj, joj
Sunce sija ponoć bije,
Il sole splende mezzanotte batte,
joj, joj, joj, joj
Sa nebesa, zaproklija
Dal cielo è venuta giù (una maledizione)
Niko ne zna, niko ne zna
Nessuno sa, nessuno sa
Niko ne zna, niko ne zna
Nessuno sa, nessuno sa
Niko ne zna šta to sija
Nessuno sa cosa splende

Buona lettura e buon ascolto!

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