“Gustav Mahler. Ricordi e lettere” di Alma Mahler

Gustav Ma

Questo libro è per chi vuole conoscere uno dei più grandi compositori di tutti i tempi attraverso la voce di una donna, sua moglie. Per chi desidera scoprire la storia dietro le note.

Ho scritto questo libro molti anni or sono e l’ho fatto per una sola ragione: perché nessuno ha conosciuto Mahler meglio di me e non volevo che il ritmo incalzante della nostra esistenza e la quantità di avvenimenti che vi si accavallano mi facessero dimenticare esperienze vissute in comune e pensieri di rilievo espressi da Mahler.

Gustav e Alma Mahler

Così inizia la prefazione Alma Mahler datata estate 1939. Sono trascorsi 28 anni dal 18 maggio 1911, giorno in cui Gustav Mahler morì, all’età di 51 anni.

Pubblicato da il Saggiatore nel 1960 in una edizione curata da Luigi Rognoni, studioso della scuola viennese del tempo e tradotto da Laura Della Piccola, moglie di Rognoni, Gustav Mahler. Ricordi e lettere affida ad Alma Mahler una biografia del compositore durante i 9 anni del loro matrimonio. A questa si aggiunge una selezione di lettere che Mahler scrisse ad Alma sin dal loro primo incontro, avvenuto nel 1901 e alcune lettere ricevute dallo stesso da compositori e amici del suo tempo.

Una versione che non ammette contraddittorio ma che fa emergere la figura imponente di una donna che ha dominato la vita e l’opera del compositore: Alma Mahler.

Gustav Mahler si innamorò profondamente di Alma subito dopo essersi incontrati, ma non era sicuro che lei provasse gli stessi sentimenti. Diciannove anni più anziano, direttore dell’Opera di Vienna, pur essendo uno degli uomini più potenti nell’Europa musicale del suo tempo, il compositore era, ai suoi occhi, poco attraente. Inoltre, era ebreo e della sua musica non le importava granché.

 Mahler aveva eseguito la sua Prima Sinfonia, che mi era profondamente dispiaciuta, anzi, mi aveva irritata e aveva suscitato in me un senso di rivolta.

La vita domestica di Gustav e Alma era difficile, date le loro diverse personalità e temperamenti. Mahler chiarì ancor prima di sposarsi -nel 1902- che c’era spazio per un solo compositore nella loro famiglia. Alma rinunciò quasi a tutto per lui, diventando amministratrice delle finanze in rovina e  moglie a tempo pieno e madre delle due figlie che ebbero: Maria e Anna, la prima delle quali morì all’età di 5 anni.

Il rapporto tra Gustav Mahler e sua moglie Alma rimane una parte affascinante della biografia del compositore:  Mahler ha dedicato la Sinfonia n.8 a sua moglie, e presumibilmente ha tentato di raffigurarla nel primo tema  della Sinfonia n. 6:

Ho tentato di fissare il tuo carattere in un tema, non so se mi è riuscito, ma devi lasciarmelo fare. Nel terzo tempo descrive i giochi senza ritmo delle bambine che corrono traballando nella rena. E spaventoso: le voci infantili diventano sempre piti tragiche, e alla fine non resta che una vocina lamentosa che va spegnendosi. Nell’ultimo tempo descrive se stesso e la sua fine o, come ha detto pili tardi, quella del suo eroe. “L’eroe che viene colpito tre volte dal destino, il terzo colpo lo abbatte, come un albero.

Il primo tema, che irrompe con tutta la sua energia devastante su un impetuoso movimento di marcia sembra quasi una discesa agli inferi che si apre, infine in un pianissimo dato dai legni e dal pizzicato degli archi. Il “tema di Alma“vibra di passione, è fatto di espressività abbacinante, quasi a rappresentare l’ittaggiungibile ardore di un amore impossibile.

La stessa donna che Adorno definì un mostro e nella quale il compositore Richard Strauss riconobbe i complessi di inferiorità di una donna dissoluta rimane la figura femminile più importante nella vita di Mahler.

Anna, Maria e Gustav Mahler

Alma Mahler ha ispirato appassionate antipatie tra le sue numerose conoscenze., ma anche l’ammirazione appassionata nel corso di una lunga vita ( è morta a 85 anni, nel 1964) che ha attraversato il crollo dell’Austria asburgica e due guerre mondiali. Affascinante, bellissima, ambiziosa e calcolatrice, è stata una donna la cui aura magnetica ha toccato un’intera generazione di artisti.

Nella sua lunga vita, Alma fu infatti moglie di tre uomini molto importanti: il compositore Gustav Mahler, l’architetto e fondatore del Bauhaus Walter Gropius e l’autore Franz Werfel. Artisticamente soffocata da tutti, Alma si cibò dei doni creativi dei suoi uomini rinunciando alla carriera di compositrice. Quando conobbe Gustav Mahler era una studentessa di musica di 19 anni e lui un affermato compositore di 40.

Si sposarono quasi subito, dopo un breve corteggiamento. Alma viaggiò con suo marito per condurre tournée in Europa e negli Stati Uniti. La dichiarazione sottesa che permea tutte le pagine di questi suoi ricordo, è la sua attrazione nei confronti del genio. Ciò che amava veramente in un uomo erano i suoi risultati:

Più grandi sono i tuoi risultati, più io ti amo.

 

Le lettere di Gustav Mahler a sua moglie (non ci sono lettere di Alma, cui fa esplicito riferimento Mahler nelle sue) è prova nella storia di un matrimonio difficile e spesso infelice, oltre che  resoconto dettagliato della vita professionale di un grande musicista.

Le lettere sono, naturalmente, registrazioni di assenza, e Mahler era spesso separato da Alma perché viaggiava come direttore o perché era in ritiro, durante i mesi estivi, per comporre. Ogni volta che se ne andava mandava una cartolina dalla stazione prima che il treno partisse e le scriveva ogni giorno almeno una volta.

Mahler non ha scritto altro che musica e lettere: nessun saggio, memoria, trattato o manifesto. Dalla sua musica possiamo dedurre molto dei suoi sentimenti per Beethoven o Wagner o Bach; ma le lettere e le memorie degli altri sono tutto ciò su cui possiamo basarci per le sue opinioni sulla musica del suo tempo. Scrivendo ad Alma fa molti commenti taglienti e scopriamo che , a suo dire, la Tosca è una farsa magistrale  e che alcune composizioni di Brahms sono sterili note che girano.

Non risparmiava critiche ai suoi stessi lavori. Provando per la prima la Sinfonia n.5, quella che ebbe maggiori revisioni, scrisse:

Quello scherzo è un movimento maledetto! Avrà una lunga storia di guai! … Come dovrebbe [il pubblico] reagire a questo caos , che sta costantemente dando vita a nuovi mondi e li distrugge prontamente? Che cosa dovrebbero fare di questi rumori primordiali, di questo mare impetuoso, ruggente e furioso, di queste stelle danzanti, di queste onde cangianti, luccicanti e scintillanti?

Il crollo dell’uomo non fu causato però dal suo lavoro, sebbene in vita non riuscì ad avere il riconoscimento che oggi gli viene attestato all’unanimità. Il dolore, l’angoscia, risiedono tutte nel Canto della Terra, scritto immediatamente dopo la morte della figlia e che all’inizio si chiamava Il canto della desolazione della Terra. La prima esecuzione ebbe luogo più di sei mesi dopo la sua morte, lunedì 20 novembre 1911, a Monaco di Baviera. Il contralto americano Sarah Jane Cahier, il tenore William Miller, l’Orchestra della Società dei Concerti di Monaco furono diretti da Bruno Walter, interprete ideale, allievo di Mahler e curatore del suo lascito artistico.

 

Buon ascolto e buona lettura!

C.O.

Colonna sonora qui.

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