“Dolce come le amarene” di Claudia Schreiber

dolcecomeleamarene

Questo libro è per chi fugge e per chi resta. Per chi ha bisogno di una lezione sulla gratitudine. Per chi apprezza il lato tragicomico dei rovesci di fortuna. Per chi vuole ridere fino alle lacrime. Per chi sa che non si può scegliere la famiglia in cui nascere. Per chi ha bisogno di una potatura risanatrice.

Nel giorno in cui si festeggia l’anniversario della distruzione del muro di Berlino (9.11.1989), voglio parlarvi di un libro bellissimo ambientato in Germania.

Dopo aver letto La felicità di Emma, non potevo perdere il secondo romanzo di Claudia Schreiber tradotto da Angela Lorenzini e pubblicato in Italia da Keller editore. Dolce come le amarene è un libro pieno di personaggi eccentrici, affascinanti e molto speciali in cui ho trovato una prosa ancor più brillante del primo libro. L’autrice è credibile quando racconta una storia, anche se la riempie di avvenimenti che sfidano il paradosso. La Schreiber è ottimista, conciliante e divertente, ma non banale, pur trattando temi importanti come la famiglia, i genitori, l’amicizia e il senso della vita.

La storia è ambientata in Germania, ai giorni nostri. Non ci sono più tracce del muro di Berlino e i curiosi turisti occasionali non hanno calcinacci da raccogliere e riportare a casa come souvenir. Annie e Paula sono le giovani protagoniste di questo romanzo.

Annie è nata e cresciuta in campagna, in mezzo agli alberi di ciliegio, in quella stessa regione, l’Assia, in cui nel 1958 è nata Claudia Schreiber, da genitori contadini e coltivatori di frutta. La sua infanzia è scandita dal tempo delle amarene. Annie vive come gli alberi: la bella vita incominciava con la fioritura dei ciliegi e finiva con i falò autunnali e d’inverno riposa con gli alberi. L’infanzia è l’argomento principale di questo romanzo, dal quale si dipanano quelli secondari.

Quasi tutti conoscono l’odore della propria infanzia: forse è quello dei panini freschi che c’erano sempre a colazione, oppure quello del metallo arrugginito dell’altalena scassata al parco giochi, dipende. […] Il suo odore preferito, quello che le avrebbe sempre ricordato il luogo dov’era nata, era l’aroma di quel fieno che aveva appena finito di bruciarsi al sole, un miscuglio di erba, trifoglio, acetosa e camomilla, con un pizzico di menta.

Casa a traliccio.

Casa a traliccio.

Annie ha 13 anni e abbraccia ogni cosa con lo sguardo. Vive in una casa a traliccio insieme alla madre Nette e al nonno burbero e simpatico, circondata da alberi di ciliegie. L’economia familiare è messa a dura prova dal mercato concorrenziale delle amarene che provengono dall’Est, e per questo Annie e la sua famiglia sono costretti a cibarsi quasi esclusivamente di un carico di latte di fagioli e frutta che era stato barattato tempo addietro dalla madre.

L’occupazione preferita di Annie è scacciare i merli che fanno razzia dei frutti più dolci. Lo fa utilizzando un tamburo con bacchette. Il suo è una sorta di rito sciamanico.  Il tamburo è uno strumento noto per il suo complesso simbolismo e per le sue virtù magiche. Shamanstorma è un esempio in musica di ciò che produce il suono della grancassa quando è nelle portentose mani di uno sciamano. Annie è in qualche modo lo sciamano di questo romanzo: intrattiene una relazione simbiotica con la natura. Solo nei campi, a contatto con la natura, viaggia con l’immaginazione in mondi paralleli e li padroneggia districandosi con disinvoltura al loro interno.

duetto_ciliegie

Spartito Duetto delle ciliegie

Le ciliegie, colorano le giornate di Annie. Per questo ho pensato ad una colonna sonora che richiama il frutto. Si tratta dell’aria nota come il Duetto delle ciliegie di Pietro Mascagni (1863-1945) tratto dall’opera L’amico Fritz (1891), una commedia lirica in tre atti musicata sul libretto di Nicola Daspuro. Il duetto si svolge proprio in mezzo a degli alberi di ciliegie ed i frutti, che han della porpora vivo il color, vengono donati dalla bella Suzel all’amato Fritz. Quest’ultimo ha molto in comune con la nostra Annie. Vive in mezzo ai campi ed è sempre pronto a soccorrere il prossimo.  Quest’opera, spesso snobbata a favore della più nota Cavalleria rusticana, è caratterizzata in realtà da una costruzione ben più complessa e meditata con un intermezzo altrettanto intenso. Un’opera poco conosciuta che non ha avuto il successo che meritava, ma carica di melodia e sentimento. Un rapporto profondo quello di Mascagni, compositore e direttore d’orchestra eclettico, il quale non è riuscito a cavalcare l’onda dell’unico successo raggiunto, quello di Cavalleria.

Il rapporto viscerale di Annie con i ciliegi è forse legato alla leggenda sul suo concepimento raccontatale dalla madre: è figlia della fecondazione del vento. Natte è una mamma singola con tanto lavoro e responsabilità ma senza alcun uomo. Vivendo in ristrettezze, non può concedere alla figlia ciò che per le coetanee è normale possedere. Annie infatti non ha un cellulare né accesso ad internet e e la sua unica amica, Fritzi, una ragazzina apparentemente controcorrente, utilizza un linguaggio sconosciuto ad Annie, che però è rappresentativo dei giovani leoni da tastiera che masticano lettere e scambiano “ch” per “k”.

Dresda.

Dresda.

Dall’altra parte della Germania incontriamo Paula. Ha 16 anni, vive a Dresda, sulle rive dell’Elba, in una casa da ricchi. Cresciuta al riparo da ogni male, assoggettata a misure di prudenza estrema da parte dei genitori che le impiantano un microchip sottocutaneo per poterla localizzare in qualsiasi momento. L’approccio all’erotismo per Annie avviene raccogliendo le stranezze sessuali altrui in un erbario, un libricino nel quale, accanto a piante e fiori, descrive ciò che vede fare agli adulti. Paula, al contrario, del sesso non sa nulla e resta incidentalmente vittima dello stesso sortilegio subito da Nettie: l’unica sera di libertà, rimane incinta a causa di una cellula incasinata di qualcuno dei ragazzi presenti.

La Schreiber esagera e lo fa intenzionalmente. Da una parte Annie rimane da sola, abbandonata da madre e nonno protesi verso realizzazioni egoistiche, dall’altra Paula fugge da un regime familiare insostenibile. Raccontandoci le storie di chi resta e di chi fugge l’autrice lancia un monito ai genitori: non si può proteggere qualcuno da tutto e non si può lasciar passare la vita aspettando che accada l’irreparabile.  Ci dimostra che, in qualsiasi contesto un figlio cresce, il suo sviluppo non è e non sarà mai ad esclusivo carico dei genitori.

Annie e Paula ci costringono a domandarci quanto un bambino può fidarsi di un adulto. Le madri di questo romanzo sembrano devastate, ciascuna a suo modo, da trascorsi inenarrabili e da abitudini discutibili. Greta, la madre di Paula è bulimica ed ossessionata dall’aspetto fisico, mentre Nette sembra attirare a se i più temibili rovesci di fortuna, divenendo protagonista involontaria di episodi tragicomici irresistibili. Claudia Schreiber

Se da una parte Nette strappa sorrisi, il personaggio in assoluto più divertente è il nonno, che fa ridere a crepapelle con le sue battute ciniche e pungenti. Humour e sarcasmo sono onnipresenti ogni volta che apre bocca. Indimenticabile il monologo in cui almanacca sulla sua morte e si lamenta del fatto che Ikea non vende bare a basso prezzo. Non sorprende che un personaggio così eccentrico si innamori di Ninoska, una diciannovenne ucraina conosciuta in un forum sulle ciliegie. Per amore disdice l’assicurazione sulla vita, riscuote il malloppo e mette in pratica una fuga d’amore che ha dell’incredibile.

Se il nonno è capace di strappare risate, un altro personaggio che ho adorato per la sua delicatezza è Bile. Uomo infantile, che immagino fisicamente come Hagrid di Harry Potter, Bile mi ha dato una lezione di gratitudine. A lui la Schreiber affida il compito di curare le ferite del corpo e dell’animo umano. Non conosce cattiveria e malizia, ma è dotato di un acuto spirito di osservazione:

Io conosco solo gente che vive nel mezzo di tutto, che ha un giardino di mezza grandezza ed è stata alle scuole medie e ha una quantità media o scarsa di soldi. Ma la via di mezzo non c’è mai sul giornale, solo sfortuna nera o fortuna sfacciata.

Bile, insieme a Frank il farmacista del paese in cui vive Annie saranno le figure maschili di riferimento di queste due giovani ragazze, testimoni partecipi della loro crescita. Quando Annie e Paula finalmente si incontreranno, le loro vite cambieranno per sempre. Entrambe subiranno la potatura risanatrice che le traghetterà inevitabilmente nell’età adulta.

Chi non conosce il dolore, non realizzerà mai niente di prezioso e duraturo.

Buona lettura e buon ascolto!

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Sono una lettrice incallita. Amo la musica di ogni genere. Blogger da sempre, speaker radiofonica, qui unisco le mie più grandi passioni. Perché ogni libro ha una colonna sonora: basta saperla trovare.

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