“Chi ha bisogno di te” di Elisabetta Bucciarelli

Questo libro è per chi ama l’attesa. Per chi sa ascoltare il suono degli insetti. Per chi spiega la vita con i testi delle canzoni. Per chi sa concedere e concedersi nuove opportunità.

Elisabetta Bucciarelli

Seguo Elisabetta Bucciarelli da quando, un anno fa circa, lessi il suo libro La resistenza del maschio. Si è trattato di amore a prima lettura. Da allora, leggendo ciò che condivide sui social, ho scoperto una donna dall’animo gentile, una scrittrice che pare disdegni la notorietà accogliendo gli apprezzamenti dei suoi lettori con estrema timidezza. Questa sua sensibilità emerge tutta nel suo ultimo romanzo, Chi ha bisogno di te, pubblicato da Skira.

Domenica scorsa Elisabetta è stata a Palermo per presentare il suo libro da Modus Vivendi, ma questo momento della mia vita è abbastanza delirante, e non sono riuscita ad andare per conoscerla e abbracciarla. Lo farò, prima o poi.

Questo di Elisabetta Bucciarelli è il libro che meglio si addice a questo spazio in cui la musica è protagonista al pari delle parole. La musica è protagonista indiscussa e legame sottile che tiene unite le vite delle protagoniste. Un romanzo popolato da sole donne? No, ma la componente femminile è di certo quella più interessante e della quale vi parlerò.

Meri, ha diciassette anni e racconta in prima persona la sua storia. Se penso a quando avevo la sua età mi rivedo fumare le prime sigarette, marinare la scuola e compiere altre idiozie insieme a compagne di classe altrettanto indisciplinate. Meri è esattamente l’opposto: le piace studiare, danza, suona il piano, è gentile persino con gli insetti e s’interroga su ciò che ancora non ha mai provato sulla propria pelle: l’amore.

Non credo di essere normale, a volte penso di essere noiosa.

In risposta alle sue domande arrivano non sms o messaggi wathsapp, ma dei biglietti anonimi scritti con una penna biro blu. Cosa importa con quale penna è stato scritto un biglietto? Tanto, perché questo romanzo è la somma di tante piccole cose e gesti di estrema sensibilità.

Meri è un’adorabile ragazza, figlia di genitori separati ed ha una migliore amica, Sara. La madre, il cui nome non viene mai svelato, è sui generis tanto quanto la figlia.  Drammaturga quarantatreenne condivide con la figlia la passione per uno dei gruppi più noto degli anni ottanta: i Queen. La madre è certa che in musica sia stato già raccontato tutto ed è per questo che sceglie di comunicare con la figlia attraverso il linguaggio musicale.

Se l’amore è un’ossessione anche la musica è in grado di scatenarla.

Vivere in un mondo musicale costellato dai più grandi successi di Freddy Mercury è solo una parte del magico mondo in cui Meri abita. Esiste uno spazio esterno, il giardino curato dalla mamma, che come una fotografia, mostra l’inizio e fine di molte cose ed è in questo giardino che si consumano i rapporti, scegliendo cosa recidere e cosa curare, prendendosene cura.

La Bucciarelli ritorna a trattare le relazioni tra uomini e donne. Lo fa attraverso i genitori di Meri, che sono distanti dal giorno in cui un incendio decretò la fine della famiglia e l’inizio dell’imperfezione. Un padre che fugge quando la sua famiglia rischia di morire in un incendio, provoca ferite insanabili per la madre, che lo ripudia e fisiche per Meri, che porterà per sempre i segni su una mano. Ecco che gli equilibri subiscono una sterzata.

Ognuno di loro è troppo di qualcosa ma la loro somma non fa molto e nemmeno poco. Fa solo male.

Se il libro di Elisabetta è costellato di musica anni 80, io ho scelto qualcosa altrettanto intramontabile. La mia colonna sonora è al femminile, come è questo romanzo. Per questo ho scelto Nina Simone. Perché? Perché era una bambina solitaria, ed è stata madre di Lisa, unica figlia femmina. Little girl blue

La piccola ragazza blu del testo non ha un nome. La ragazza è lì, seduta, e si conta le dita. Si conta le dita e ogni volta arriva a dieci. E ogni volta che arriva a dieci si ferma un attimo e poi riparte. Tanto dieci è solo un numero che prima o poi arriva. Nina sembra sussurrarle nell’orecchio. Canta malinconica al pianoforte. La piccola ragazza blu, la n ostia Meri, sa che oltre il dieci c’è l’età adulta. Lei si conta le dita e poi fa lo stesso con le gocce di pioggia che vede cadere. Le conta perché immagina che prima o poi ne riconoscerà una più familiare delle altre. Più in là della pioggia lo sguardo non riesce andare. Perché più in là non cade nulla.

Un romanzo di formazione per genitori e figli, questo di Elisabetta Bucciarelli, dove amore e gentilezza sono temi che tornano, pagina dopo pagina. Un libro che ci ricorda che siamo noi adulti ad accorgerci delle imperfezioni:

Nessuno si sentiva sbagliato finché un adulto non la guardava con gli occhi dell’errore.

Buona lettura e buon ascolto!

 

 

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Sono una lettrice incallita. Amo la musica di ogni genere. Blogger da sempre, speaker radiofonica, qui unisco le mie più grandi passioni. Perché ogni libro ha una colonna sonora: basta saperla trovare.

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